Monday, March 16, 2009
Ho aperto un nuovo Blog
Friday, March 13, 2009
Le mie mete di viaggio preferite
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Thursday, February 19, 2009
Viaggi d'affari e ... frustate !!
Solo gli squilibrati non si rendono conto che accendere una sigaretta in volo, se non nelle aree espressamente previste (se presenti sull’aeromobile) dalla compagnia, può compromettere la sicurezza e la vita dei passeggeri. Una news di questi giorni, segnalata dall’agenzia AdnKronos riportava all’attualità un fatto accaduto e le sanzioni che erano state comminate, in un caso del genere, in un paese di diritto islamico (Sharia). Le punizioni inflitte sono state estremamente crudeli a giudizio di molti.
Questo è il fatto: “E' stato condannato a una pena di 30 frustate perché scoperto a fumare a bordo di un aereo della compagnia aerea saudita. E' la disavventura di un cittadino sudanese, residente nel regno arabo, che si sarebbe rifiutato di spegnere la sua sigaretta mentre si trovava a bordo di un aereo di linea in una tratta interna al regno arabo. Secondo quanto riferisce il giornale saudita ‘Okaz’, durante il volo Gedda - Qurayat l'uomo si sarebbe più volte rifiutato di spegnere la sigaretta nonostante le ripetute di richieste avanzate dal personale di bordo di smettere di fumare. Per questo, una volta atterrati all'aeroporto Re Abdul Aziz di Gedda, è stato arrestato dalla polizia e subito portato davanti ad un magistrato. Nonostante il sudanese avesse più volte chiesto scusa, giustificandosi per il fatto di essere già in cura presso una clinica anti-fumo, il giudice è stato irremovibile e lo ha condannato a subire 30 frustate. In un caso analogo, avvenuto nell'aprile del 2008, un tribunale delle province orientali del paese aveva condannato a 50 bastonate un uomo scoperto a fumare sul volo Dammam – Riad”
Chi viaggia dovrebbe ricordarsi che taluni comportamenti considerati leciti in area occidentale sono fortemente rischiosi se attuati in paesi di religione coranica quali Arabia Saudita, Iran, Sudan, Nigeria etc… dove si applica la Sharia (clicca qui per visualizzare i paesi)
Su molti portali sono riportate alcune vicende certamente emblematiche, utili a capire subito i comportamenti considerati punibili.
Ad esempio, niente foto “osè” sul proprio cellulare soprattutto nei paesi dove è attivo il “Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”.
Oppure, noleggiate una fuoriserie nuova fiammante e la vostra collega vi chiede di provare a guidarla? Vietatissimo!
Ricordiamoci di rispettare le leggi locali, cadere in tentazione con la collega della filiale araba sarebbe considerato come un adulterio, e si potrebbe pagare molto caro.
La conoscenza e il rispetto di usi e costumi locali, oltre a prevenire simili conseguenze, può anche essere un fattore critico di successo per il nostro lavoro. Ad esempio, come riportato in questo libro (La pratica della Cina - Cultura e modi del negoziare), nella cultura cinese per allacciare rapporti, anche d'affari, con i cinesi è necessario "aprire il nostro pensiero occidentale" e accedere a "coerenze diverse da quelle a noi familiari”.
Infine, rimangono le norme dettate dal buon senso.
Senza andare troppo lontano, un comportamento inadeguato e irrispettoso in aereo può costare l’inserimento in speciali black list, senza distinzioni e senza eccezioni, come ad esempio è accaduto a Naomi Campbell.
Oppure, lo sbarco dall’aereo “per direttissima” come accaduto ad un medico sassarese su un volo Ryanair, reo di non aver prestato attenzione alle informazioni di sicurezza impartite prima del decollo.
Se il volo, invece, è già decollato, il pilota può premurarsi di tornare indietro, come avvenuto per alcuni passeggeri che armeggiavano con i cellulari ignorando il divieto di usarli in volo, o di fermarsi in un aeroporto lungo la rotta, se magari il vostro vicino di posto ha alzato un po’ troppo il gomito e vuole aprire il portellone per prendere un pò d’aria (come in questo caso).
Wednesday, February 11, 2009
Tirrenia: farà presto la fine di Alitalia?
Controllata al 100% da Fintecna (la finanziaria di stato per l’industria e i servizi), Tirrenia è stata guidata dallo stesso Amministratore Delegato Franco Pecorini per oltre 25 anni, passando indenne per tutte le girandole di privatizzazioni in questi anni. Ora sembra arrivata a una fase cruciale della sua storia.Sunday, February 01, 2009
Malpensa e Linate, arieccoci
Qualcuno ricorda perché dieci anni fa la compagnia aerea olandese Klm divorziò dall’Alitalia, sobbarcandosi addirittura il pagamento di una penale, anziché coronare il fidanzamento societario con le promesse nozze?
Innanzitutto perché, contrariamente alle promesse del governo in carica all’epoca dell’alleanza, il decollo di Malpensa 2000 (come si chiamava allora l’aeroporto intercontinentale di Milano) fu lento e farraginoso, irto di imprevisti e di ostacoli e soprattutto non aveva chiarito e risolto il dualismo con Linate, il cosiddetto city-airport di Milano.La compagnia olandese, che all’epoca era in ottima salute, puntava a integrare l’attività che già gestiva con la propria flotta dall’aeroporto-hub di Amsterdam Schipol con quella sviluppabile da un secondo aeroporto-hub sufficientemente lontano dal primo in modo da essere complementare per il pubblico nordeuropeo, come Malpensa, ma non tanto lontano da scoraggiare il ricco traffico dell’Europa continentale del Sud. Inoltre, l’Italia s’era impegnata a risolvere il dualismo Malpensa-Linate, lasciando nel city-airport la sola navetta Milano-Roma e dirottando su Malpensa la stragrande maggioranza dei voli per il resto del Paese come pure dei voli per le principali capitali europee, in modo da «rifornire» lo scalo varesino con i passeggeri che avrebbero poi potuto proseguire i loro viaggi verso le destinazioni intercontinentali servite da Klm. Alitalia, infine, si impegnava a fare di Malpensa la propria «base di armamento», cioè a trasferirvi il grosso dei parcheggi, delle attività di terra e degli equipaggi internazionali. Ebbene: non successe nulla di tutto questo.
I governi successivi a quello, guidato ancora da Prodi con Claudio Burlando ministro dei Trasporti, che firmò l’accordo Alitalia-Klm, smentirono tutti gli impegni presi: sul tema ci furono tre decreti Bersani e un decreto Treu, che servirono per rimangiarsi tutto il primo decreto Burlando. Linate non fu toccata, anzi crebbe. Alitalia trasferì a Malpensa solo una parte delle attività che vi avrebbe dovuto trasferire. Fiumicino venne venduta nel ‘99 a una cordata Romiti-Benetton che iniziò a fare lobby, aiutata trasversalmente sia dal sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che dal governatore del Lazio, Francesco Storace, per sviluppare Fiumicino anziché frenarla. E l’intero progetto «venduto» agli olandesi naufragò. E la Klm, pur di cavarsi dall’impaccio, ruppe l’alleanza facendoci le spese. Ora, il tragicomico di questa vicenda è che dieci anni dopo l’Air France, che oggi ingloba la Klm, affida (almeno a chiacchiere) alla nuova Alitalia, partner italiano che di fatto già influenza ben più che per il 25% del capitale che ha comprato, la scelta se puntare su Malpensa o su Fiumicino come futuro grande hub. E Alitalia si dice disposta a puntare su Malpensa, a patto che Linate sia ridimensionata. Dieci anni passati invano. Salvo per le perdite enormi accumulate nel frattempo da Alitalia (e da Klm). Speriamo che questa sia la volta buona. Che Malpensa venga collegata come si deve a Milano, con un treno ogni cinque minuti come Heathrow a Londra o il Charles De Gaulle a Parigi; che a Linate resti l’aviazione privata e qualche navetta per il Sud. E che Fiumicino e Malpensa e Alitalia riescano finalmente a coordinare le loro strategie. Sarebbe normale, in un Paese normale.
Saturday, January 24, 2009
Il Grillo S..parlante !
Sono cessati da pochi giorni i botti che, tradizionalmente, accompagnano il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo e già si stanno svolgendo i fuochi pirotecnici intorno alle cose vecchie del turismo che poi, essendo regolarmente all’ordine del giorno, vecchie non sono mai.
Pare siano tante le agenzie che non sono riuscite a presentare nuova fidejussione a Trenitalia nei tempi da record richiesti, tante e tutte molto arrabbiate per aver visto i loro Sipax spegnersi senza neppure la possibilità di un ultimo tentativo con il defibrillatore del buon senso. Nulla da fare, le ferrovie italiane hanno voluto dimostrare che a reggere non sono solo i cronici ritardi dei treni o l’insopportabile sporcizia dei vagoni: quello che regge è l’idiozia con la quale vengono gestiti i rapporti con la rete di distribuzione primaria, ovvero le agenzie di viaggio.L’incapacità di gestire i propri rapporti contrattuali e commerciali disegna un’azienda che potrebbe far felice il Ministro Brunetta dandogli lavoro – e abbondante – per il suo intero mandato… Contratti risolti ma recuperati “in proroga” per non essere stati in grado di predisporre i nuovi, richieste fideiussorie giuridicamente ridicole e imposte con la solita arroganza di chi, coglione per nascita, non trova altri modi di risolvere i problemi se non adattandoli al proprio essere. Quindi… No fidejussione? no Sipax! E le agenzie a piangere e a chiedersi come soddisfare la richiesta del Milano – Roma in grado di assicurare, grazie ai nuovi regimi commissionali proposti, ben €. 0,45! Quarantacinque centesimi mica si buttano, giusto?Gli altri botti di gennaio sono in pieno svolgimento negli aeroporti di Linate e Malpensa, dove i lavoratori di Alitalia… Chiedo scusa… Della Nuova Alitalia, hanno provveduto a bloccare tutti voli in partenza con manifestazioni ed assemblee svoltesi nei locali dedicati al check-in, manifestazioni indette da tutti i sindacati, confederali e autonomi, per protestare contro la scelta del partner straniero, Air France.Ora… Questa è veramente una cosa pazzesca: prima volevano Air France perché la consideravano l’unica compagnia in grado di salvare Alitalia dal fallimento, poi non andava più bene perché Spinetta si era permesso di parlare di tagli occupazionali e perché – diciamocelo… - l’italianità andava preservata, poi sono tornati ad invocare Air France inveendo contro il classico Governo ladro e dichiarando a squarciagola che sarebbe stato meglio “essere falliti piuttosto che con i banditi”, con questi intendendo la pregiata cordata Colaninno & Co.. Ora siamo ad Air France boia, colpevole di tagliare le potenzialità dell’hub lombardo.E intanto la pasionaria rossa, portavoce dello scontento delle assistenti di volo, fa il suo ingresso trionfale nella casa del Grande Fratello dichiarando che “…lei vincerà perché grazie alla vicenda Alitalia non ha più paura di nulla e nessuno…”. Italiani, abbiate un briciolo d’orgoglio, ricordatevi delle cancellazioni dei voli e delle urla di questi imbecilli (dotati, però, di ammortizzatori sociali eccezionali…) e al primo televoto abbattetela!Con queste premesse, credo che la vita della CAI non sarà facile e mi auguro che la cordata imprenditoriale si sia adeguatamente premunita contro questi rigurgiti di sindacalidiozia regnante tra chi vuole la competitività a casa degli altri ma il protezionismo nella propria.Infine i fuochi che si sono spenti, quelli di molte agenzie che con il 31 dicembre hanno celebrato la fine dell’attività. E se per Trenitalia o Alitalia ho sognato un missile sfuggito al controllo degli arabi o degli israeliani, per queste agenzie ho acceso una candelina.Friday, December 05, 2008
Svizzera: dal 12 dicembre 2008 adesione allo spazio Schengen
Natale 2008: viaggi e vacanze degli italiani

Tuesday, December 02, 2008
Il vaticano vuole la pena di morte per gay e lesbiche
Il Vaticano ha davvero superato il segno! È di oggi la notizia che l’osservatore permanente del Vaticano presso l’Onu si è espresso contro la proposta del governo francese di depenalizzare l’omosessualità. Grazie allo status particolare di cui gode il medioevale stato Vaticano presso le Nazioni Unite, la lobby clericale preme su tutti gli stati affinché non siano di volta in volta riconosciuti diritti civili e di libertà, alleandosi con i regimi dittatoriali, di ogni colore, compresi quelli islamici.
È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari. La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all’indice, non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali.
Arcigay, insieme alle altre associazioni lgbt italiane, valuterà nelle prossime ore come reagire a questo inedito ed inaudito attacco della gerarchia reazionaria cattolica.Monday, December 01, 2008
Fi(n)occhi al Gianicolo
In occasione della XXI giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS, BOAROSA fa indossare agli eroi del Risorgimento italiano il fiocco rosso che simboleggia il sostegno alle iniziative per la prevenzione della diffusione del virus HIV e per le cure e l'assistenza a malati e sieropositivi. In una mattinata fredda, tra gli sguardi incuriositi dei pochi passanti, le statue degli eroi di altri tempi hanno indossato orgogliose il simbolo della lotta contro l'HIV e, con il loro silenzio, hanno reso la loro testimonianza, al limite tra l'impresa goliardica e l'installazione di arte. Una decina di persone, appartenenti al mondo GLBT romano, si sono viste alle sette di stamattina e, armati di un nastro rosso, hanno messo al collo delle statue del Gianicolo il fiocco simobolo del World AIDS Day Un approccio diverso ai problemi, che non mira a sdrammatizzare o sminuire, ma che cerca nelle risorse della creatività un dialogo più diretto con l'intelligenza e le energia diffuse tra i mille volti della gente che normalmente si occupa solo dei propri problemi.

